Silvia, 20 anni

Libertà = soldi?

Dopo le scuole medie ho concluso con successo un apprendistato come impiegata di commercio e ho iniziato a lavorare all’80% presso un albergo, con un salario di 3'500.- franchi al mese.

Ho deciso subito di andare a vivere da sola: volevo la mia libertà! Ho trovato un due locali a pochi passi dal mio posto di lavoro. I soldi che avevo messo da parte negli anni tra mance e qualche lavoretto sono bastati per la caparra e per comprare alcuni mobili.

Nei primi mesi della mia nuova vita non mi sono preoccupata di sapere quanto spendevo esattamente: avevo stimato che, tolto l’affitto e la cassa malati dalle mie entrate, mi rimanevano oltre 2’000.- al mese, sicuramente più che sufficienti per coprire alimentazione e spese varie. Appena entrata in casa mi sono quindi tolta alcuni sfizi come la tv e lo stereo che ho comprato in leasing per evitare di spendere tutto subito e perché c’era un tasso vantaggioso.

Dopo qualche tempo, però, mi sono accorta che ogni mese c’erano tante spese che non avevo previsto! C’erano ad esempio la Billag, l’assicurazione sulla mobilia, la cassa malati coi suoi aumenti, le imposte che non avevo mai pagato prima, una fattura del telefono più alta del solito, il conguaglio delle spese dell’appartamento…

Insomma, senza rendermi conto mi sono ritrovata a spendere ogni mese più di quanto guadagnavo. Il problema è che non me ne sono accorta subito!

Circa un anno fa, mi è capitato di avere un saldo negativo sul conto e di non poter prelevare per fare la spesa. Allora mi sono appoggiata alla carta clienti di un negozio, che mi avrebbe permesso fare gli acquisti fino a fine mese. Quando però questa fattura è arrivata, non avevo i soldi per pagarla. Ero molto spaventata e ho rimandato il pensiero al mese seguente. E così di seguito… Attualmente il mio conto ha un saldo negativo di – 7’400.- fr., e le fatture si accumulano… Ogni mese c’è qualcosa che non riesco a pagare e ricevo qualche richiamo dai mesi precedenti. 

Oggi però ho deciso che devo agire: ho ricevuto un precetto esecutivo!

Risoluzione

Silvia non sa cosa fare inizialmente, ma poi si confida con un’amica che le consiglia di rivolgersi a qualcuno di specializzato che la possa aiutare a gestire la situazione. Si informano insieme e scoprono il numero verde di Caritas Ticino – 0800 20 30 30. Non è facile alzare la cornetta la prima volta, ma finalmente Silvia si decide, e da lì ha inizio il suo percorso di risanamento, con l’aiuto di una volontaria dell’associazione.

La volontaria di Caritas aiuta Silvia a individuare alcune spese superflue presenti nel suo budget e a capire a cosa può rinunciare. Silvia, con grande impegno, cambia le sue abitudini di vita: è il solo modo per non essere più impreparata di fronte all’arrivo di una bolletta da pagare. Il precetto rimane iscritto e non si può per il momento cancellare, creando anche dei problemi nella ricerca di un nuovo lavoro qualche anno dopo, ma ora Silvia è più serena e sa di aver imparato tanto.

Silvia, 20 anni

Entrate/uscite

E N T R A T E
Stipendio 3'500.-
TOTALE 3'500.-

U S C I T E
Affitto (incl. spese accessorie) 900.-
Cassa malati 370.-
Telefono / Internet / TV 120.-
Canone Radio TV Billag 40.-
Leasing TV 200.-
Leasing stereo 80.-
Spese alimentazione 600.-
Spese personali 490.-
Accantonamento vacanze 300.-
Elettricità, gas 50.-
Assicurazione mobilia domestica, RC 30.-
Spese trasporti 150.-
Quota Imposte 330.-
Conguaglio spese (annuale) 720.-
Telefonia in più 89.-
TOTALE - 3'809.-

 

RIASSUNTO
Entrate 3'500.-
Uscite - 3'809.-
+/- - 309.-
Silvia, 20 anni

Silvia, 20 anni

Libertà = soldi?

Libertà = soldi?

Silvia ha 20 anni, ha finito il suo apprendistato come impiegata di commercio. Lavora da 2 anni guadagnando 3'500.- al mese, vive da sola e ha accumulato un debito di 7’400 fr.
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Divento il mio capo – che pacchia!

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Dopo due anni si chiede se ha fatto bene perché ogni mese vive sul filo del rasoio, con entrate più basse delle uscite e ormai ha esaurito tutto quello che era riuscito ad accantonare negli anni precedenti, attingendo anche a parte del secondo pilastro.

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La famiglia si ingrandisce. Il budget diminuisce!

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